Le lampade abbronzanti fanno male?

Sta arrivando la bella stagione: la primavera inoltrata lascerà spazio all’estate.
Presto inizieremo a scoprire la nostra pelle, ad esporla al sole e agli sguardi degli altri. Nessuno vuole arrivare impreparato a questo periodo dell’anno e ognuno desidera arrivare ad esporre nella bella stagione una pelle color ambra che metta in risalto la propria naturale bellezza.

Le pelli non sono tutte uguali: ne esistono di sensibili, di chiare, di scure e ognuna ha necessità di una cura specifica. Inoltre, ognuno di noi si espone al sole in maniera differente, spesso provocando danni e mettendo a rischio la propria pelle, oppure andando incontro ad antiestetici segni bianchi o ad altro e tanto fastidiose scottature.

Come ci abbronziamo in maniera scorretta

Ci spogliamo gradualmente in città con il sopraggiungere dei primi caldi, spesso senza ricordare di utilizzare una protezione adeguata e non scaduta. Lasciamo abbronzare prima viso, costantemente e naturalmente esposto alla luce solare, proteggendoci solo con occhiali da sole, che fanno rimanere più chiara la zona intorno agli occhi.
Di seguito, scopriamo braccia e gambe e li esponiamo alla stesso trattamento del volto: non utilizzando protezioni, non preoccupandoci dei segni che il sole provoca su di noi a seconda degli abiti che indossiamo e della durata dell’esposizione solare.
Poi, ammesso di averne il tempo, ci precipitiamo in spiaggia per modificare la nostra abbronzatura parziale in una più estesa o completa, spesso accelerata dal non applicare una protezione con una gradazione adeguata alle nostre caratteristiche.

Lo facciamo quasi tutti, anche se sappiamo che non è il modo più appropriato di prendere il sole e che, anzi, può addirittura diventare molto dannoso.

Il solarium fa male?

Sia nell’esporsi ai raggi solari sia a quelli artificiali occorre coscienza dei rischi ai quali si va incontro. Gli esperti sono concordi nell’affermare che vadano controllati tempi di esposizione e protezione applicata.

Il rischio nel prendere il sole unicamente in spiaggia o all’aria aperta è quello di esporsi in maniera inconsapevole e rischiosa, al contrario affidarsi ad un professionista con apposite licenze e macchinari controllati garantisce affidabilità e sicurezza.

Un centro estetico deve infatti avere solarium a norma, conosce con esattezza i tempi di esposizione e sa di non dover sottoporre ad un simile trattamento minorenni o donne in gravidanza.

Il medico chirurgo specializzato nello studio dei melanomi, professor Natale Cascinelli, spiega in un’intervista all’agenzia di stampa ADN Kronos come in realtà il rischio nell’esporsi alla luce artificiale della lampada sia presente solo quando il tempo e le modalità di esposizione non siano adatti al proprio tipo di pelle e al fototipo (colore di pelle e capelli).

Su questo punto per regolarsi, i centri estetici attrezzati dovrebbero seguire le regole riportate sulle istruzioni dei propri macchinari, che riportano il giusto lasso di tempo per ciascun fototipo.

E’ da osservare, inoltre, sempre secondo il professor Cascinelli una gradualità nell’utilizzo del lettino solare e attenzione nella protezione degli occhi, per i quali devono essere previsti appositi occhialini.

Di contro, spiega ancora l’oncologo, vengono molto più sottovalutati i rischi a quali si va incontro applicando sulla propria pelle protezioni ad alta gradazione. Chi utilizza protezioni alte per sé e, spesso, anche per i propri bambini, infatti, crede che esse proteggano la pelle, non solo da scottature, ma anche da problemi a lungo termine, come l’insorgenza di melanomi. Niente di più sbagliato, a parere del professore.

Meglio abbronzarsi con consapevolezza, quindi, e non disdegnare strumenti che possono garantire sia risultati estetici soddisfacenti, sia sicurezza dal punto di vista della salute: l’importante è scegliere un centro benessere attrezzato e informato, dove poter rivolgere tutte le domande del caso e ricevere assistenza professionale, ma anche controlli e garanzie.